• Sanremo 2014
    10 febbraio
    ore 18:40

    VERONICA DE SIMONE

    VERONICA DE SIMONE“È proprio la domanda più cattiva. Sanremo è, per eccellenza, il palco che rende giustizia alla musica italiana. Io canterò un pezzo scritto da Pietro Cantarelli, che è stato tra gli altri anche il produttore di Ivano Fossati. Per me è una grande occasione per portare alto l’onore della musica italiana. E non c’è palco migliore per farlo. Quello che provo io quando canto è amore indiscusso ed è quello che voglio trasmettere. Ma non impongo a nessuno di innamorarsi di me, spero che però almeno quello arrivi alle persone che mi ascoltano. Non a caso la mia canzone è una canzone d’amore, come quelle che sognavo e che provavo a ripetere quando ero piccola. Anche se mi ritengo una persona molto cinica, devo dire che la mia canzone è una botta di vita. E poterla cantare su quel palco sarà la perfezione per il mio sogno diventato realtà. Veronica, nata a Massacarrara, è una 24enne di grande sensibilità e timidezza. Da sempre la musica è stata al centro del suo mondo ma solo nel  2008 si approccia al canto  quando, dopo aver partecipato ad un corso di musica a all’Istituto d’Arte , riceve la proposta del suo insegnante per cantare in un gruppo.”

    “ Sono stata fin da piccola una grande ascoltatrice di musica… Il mondo unico in cui mi rifugiavo e sognavo ma non avevo mai pensato di cantare.   I miei  punti di riferimento che mi hanno ispirata e cresciuta musicalmente e umanamente sono da sempre Jeff Buckley, Ray Charles, Marvin Gaye , Bob Marley, Led Zeppelin , Mia Martini e Fabrizio De Andrè. ”.

    Quando canta riesce a trasmettere tutte le emozioni che lei stessa prova … la sua voce è una vera comunicatrice dell’anima …

     “Le persone che ascoltano percepiscono queste mie emozioni. Quando comincio a cantare sento dentro la pancia un’esplosione atomica  , poi mi lascio andare e tutto diventa magia

    Tra le sue esperienze importanti ricordiamo la partecipazione nel 2012 al Festival Blues di Rio De Janeiro e la vittoria nel 2010 del Festival della musica emergente Tour Music Fest.

    Ha esordito televisivamente a “The Voice” dove si è classificata terza e ha inciso il primo inedito “ Nati Liberi “ scritto sia nella musica che nelle parole interamente da lei.

    Avevo appena finito le prove in studio per la diretta e sono tornata in hotel stanca e piena di domande. Avevo tante decisioni da prendere e tra mille paranoie è nata questa canzone registrata sottovoce “Nati Liberi “ C’ho messo dentro la voglia di non sentirsi più imprigionati dalla paura di essere se stessi in ogni situazione“.

    A Luglio 2013 la Universal pubblica il suo primo album, “Nati Liberi”.

    La vetrina è stata utile per attirare l’attenzione di un produttore importante come Pietro Cantarelli (Fossati, Mannoia, Vecchioni, Gaber, Bersani e molti altri) che subito dopo il talent ha cominciato a lavorare con lei alla stesura e produzione di nuovi brani originali.

  • Sanremo 2014
    10 febbraio
    ore 18:21

    VADIM

     

    VADIMSanremo è la più grande opportunità che esista in Italia, il mio sogno fin da quando ero bambino. Ho sempre sognato di poter calcare il palco dell’Ariston. Ho vinto “Area Sanremo” dopo averci provato con grande determinazione. Ho scritto una canzone che è piaciuta. Devo dire grazie alla commissione tecnica di Area Sanremo che mi ha scelto. Ora sono qui e tra poco potrò presentare il mio brano. Un pezzo nel quale rappresento la condizione esistenziale degli individui nella società di oggi. Nella mia canzone confluiscono una serie di messaggi, ma non mi piace spiegarla perché spero sempre che siano gli altri a dirmi che cosa hanno capito. In definitiva cerco di dare un messaggio positivo per cose importanti che sono alla base della vita di tutti noi. Per me è una cosa magica e spero che ascoltarmi piaccia alla gente tanto quanto piace a me cantare.”

    Vadim Valenti nasce a Roma l’1/11/1979. Fin dalla sua giovane età mostra una grande passione per la musica. Già all’età di dodici anni scrivi la sua prima canzone e ha l’onore di eseguirla durante una manifestazione di solidarietà denominata “cantando sulle ali del cuore”, svoltasi al Palaeur di Roma. Ha studiato canto e composizione classica presso un’importante scuola di jazz romana, suona la chitarra e le tastiere.

  • Sanremo 2014
    10 febbraio
    ore 18:20

    BIANCA

    BIANCA

    “Perché Sanremo è il palco più grande al quale un giovane in Italia oggi possa aspirare. Perché, avendo un progetto discografico in corso, rappresenta una grande opportunità per il proprio progetto, per la propria casa discografica, per tutto ciò che gira intorno all’artista. Vado a Sanremo con una canzone scritta su di me: è come un vestito, è fatta su misura. In questo modo vorrei far arrivare me al pubblico, perché non so come fare in altri modi. Quindi mi affido al mio canto: si scoprirà tanto di me. Spero di farmi capire. Ho lavorato molto sulla gestione della mia potenza vocale.
    Era un po’ scomoda all’inizio, ma adesso la gestisco, l’ho arricchita con la presenza di tante sfumature e colori nella mia voce. Mi aspetto di riuscire a trasmettere le mie emozioni, ma principalmente mi auguro di essere abbastanza pronta da godermela, di non essere agitata o preoccupata e distratta da cose che potrebbero togliere felicità al mio festival.”

    Bianca, all’anagrafe Emma Fuggetta, nasce a Torino il 17 ottobre 1993.

    Inizia a studiare canto jazz a 14 anni  presso la Provoice di Elisabetta Prodon e successivamente presso Suononuovo.

    Nel 2012 incontra Alex Gaydou in un corso di perfezionamento vocale e inizia a collaborare con lui.

    Nel giro di pochi mesi inizia a fare concerti.

    Partecipa ad alcuni concorsi di canto in Piemonte, sempre vincendo o prendendo il premio della critica assegnato dall’orchestra.

    Nella primavera del 2013 inizia la lavorazione del suo primo album prodotto da ALMA.

    A dicembre 2013 è la vincitrice di Area Sanremo con il brano “Saprai” e si aggiudica il diritto a partecipare al Festival della Canzone Italiana nella sezione Giovani.

  • Sanremo 2014
    10 febbraio
    ore 18:17

    ZIBBA

    ZIBBAPerché sono una persona perfettamente attrezzata per la felicità. Quest’anno direi per una grande botta di energia che mi arriva da tutto quello che mi sta capitando. È come se il figlio che sto per ricevere da mia moglie in qualche modo mi abbia mandato una buona dose di energia per affrontare il futuro in un altro modo. Sanremo è un bel punto di partenza e un bellissimo premio per tutti quelli che in questi anni sono stati accanto a me, mi hanno dato una mano a portare avanti questo progetto. Prendo il Festival con molta serenità. È un’occasione in più e sicuramente è una delle più importanti, ma non mi rende particolarmente agitato. Con la mia presenza voglio dare testimonianza a quel fermento che in Italia c’è, ma rimane un po’ più nel sottosuolo perché magari scende un po’ meno a compromessi a livello musicale o semplicemente perché nel sottosuolo si trova bene. C’è una musica in Italia che comunque piace, che gira i club, chitarra in spalla e culo sul furgone, e si fa tutta l’Italia in lungo e largo da tanti anni. Non parlo solo di me, ma di tantissimi gruppi, di tantissimi artisti, di cantautori che fanno questo perché non possono fare altro: si alzano al mattino col desiderio di raccontare ciò che succede attraverso una canzone.”

    Zibba, nato a Varazze, in provincia di Savona. Una delle più interessanti realtà del nuovo cantautorato italiano. In bilico tra il roots rock e la poetica dei grandi cantautori, altalenando tra echi jazz e ritmi in levare, nel 1998 forma la band Zibba e Almalibre. Nel 2003 pubblicano il primo disco “L’ultimo Giorno” che gli vale il palco del Primo Maggio di Roma, e diverse apparizioni in tv. Nel 2006 pubblicano il disco “Senza Smettere di Far Rumore” che li porta al grande pubblico con il singolo “Margherita” interpretato con Tonino Carotone e tuttora programmato dalle radio. Un lungo tour come supporter di grandi artisti porta Zibba a suonare in tutta Italia.

    Dopo il successo di quest’ultimo esce nel 2010 il disco “Una Cura per il Freddo” e la band viene invitata al Premio Tenco 2010. Zibba vince il premio Leo Chiosso al Salone Internazionale del libro di Torino e nel 2011 due dei più importanti premi del mondo cantautorale italiano, ovvero il Premio Bindi e il premio L’artista che non C’era.

    Nel febbraio 2011 sono ospiti di Serena Dandini in due puntate del programma Parla con me su

    Rai3. Pubblicano una versione del brano “Una parola, illumina” con la partecipazione di Bunna, leader degli Africa Unite, il singolo “Ordine e gioia” con la voce di Maurizio Lastrico e nel settembre 2011 il singolo “Una parte di te” con la partecipazione si Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino.

    Nel maggio 2012 esce il quarto disco “Come il Suono dei Passi sulla Neve” che vince il premio più prestigioso della musica Italiana: la Targa Tenco come miglior album in assoluto. Registrato in un forno per mattoni il disco è un passo di maturità artistica e consapevolezza per questo artista ed una rinnovata band. Al disco partecipano diversi ospiti tra i quali Roy Paci, Eugenio Finardi, Vittorio De Scalzi, Adolfo Margiotta, Gianluca Fubelli e molti altri.

    Nel maggio 2013 Zibba e Almalibre pubblicano un nuovo disco, omaggio all’autore Giorgio Calabrese, dal titolo “E sottolineo se”. Un viaggio nella musica Italiana attraverso le parole di un grande personaggio della nostra canzone d’autore. Il disco entra con un plebiscito tra i finalisti per la Targa Tenco 2013 nella categoria interpreti.

    Contemporaneamente all’attività con gli Almalibre, Zibba collabora con altri artisti e partecipa ad altri progetti, come il trio Double Trouble, un tributo a Bob Marley che vede al suo fianco il cantante Raphael Nkerewuem e Bunna.

    Nel febbraio 2011 debutta il primo spettacolo teatrale con le musiche di Zibba, “Comedian blues” interpretato dal gruppo comico dei Turbolenti e scritto da Lazzaro Calcagno e Matteo Monforte, con i quali collabora anche per le musiche di un secondo spettacolo, “Camilla”, che debutta nell’ottobre 2011.

    Nello stesso anno Zibba diventa anche attore in “All’ombra dell’ultimo sole”, musical ispirato al mondo di Fabrizio De Andrè che debutta nel mese di Luglio 2011, scritto da Massimo Cotto.

    Zibba scrive il singolo “passerà” con Eugenio Finardi, contenuto nel disco “sessanta” del cantautore milanese.

    Nel settembre 2012 Zibba viene premiato dalle radio Italiane come artista indipendente più trasmesso dalle radio negli ultimi cinque anni, vincendo il premio IML del MEI. Nell’aprile 2013 esce il nuovo disco di Cristiano De Andrè per il quale Zibba scrive il brano “Il mio esser buono”.

    Nel maggio 2013 viene presentato ai Nastri d’argento a Roma il video di “Sei metri sotto la città”, estratto dal pluripremiato “Come il suono dei passi sulla neve”. Zibba è il primo artista italiano a poter attingere alle immagini dell’archivio dell’Istituto Luce, realizzando un clip con ospiti come Totò, Alberto Sordi, Anna Magnani, Pier Paolo Pasolini e molti altri ospiti famosi.

    Nel giugno 2013 esce il primo disco del “Collettivo Dal Pane” che vede Zibba al fianco di grandi nomi come Roy Paci, Niccolò Fabi e molti altri per un progetto dedicato alla memoria di Valter Dal Pane, amico comune.

    Zibba produce il primo disco dell’artista Marrone Quando Fugge che si guadagna la finale per la Targa Tenco come opera prima.

    Nel novembre 2013 esce il primo libro di Zibba “Me l’ha detto Frank Zappa” edito da Zona e Matislko, che diventa testo teatrale di uno spettacolo diretto da Sergio Sgrilli che debutta nel dicembre 2013 allo Zelig di Milano con Alberto Onofrietti e Fabrizio Martorelli.

    Nel dicembre 2013 scrive, insieme a Tiziano Ferro, la canzone “la vita e la felicità” cantata da Michele Bravi, vincitore della settimana edizione di X Factor.

    La vera forza di questo cantautore e della sua band sta nel live: un viaggio intimo in un mondo fatto di parole calde. Vita di tutti i giorni, sesso, amicizia. Vene pulp e bukowskiane accostate a messaggi diritti alla pancia e all’anima. Finestre sull’umanità e sulle sue infinite sfaccettature. Una calda coperta sdraiata sull’ascoltatore.

  • Sanremo 2014
    10 febbraio
    ore 18:12

    THE NIRO

    THE NIROPerché ho un album scritto in italiano pronto per uscire e quindi ho pensato di provare l’esperienza sanremese. Ringrazio la giuria che mi ha dato la possibilità di partecipare, di presentare questo brano che si chiama “1969” e dà il titolo all’album. Ma non è un arrivo, è sempre partenza, l’arrivo è quando non si ha più niente da dire. Il messaggio che voglio dare è di una musica diversa dal solito, di un mondo un po’ più surreale, che è poi quello che mi porto dietro da sempre, per cercare di ampliare il discorso che ho avviato da quando ho cominciato a fare il cantautore. Del resto mi definisco un pazzo, seguo una grande tradizione di teatro-tradizione e spesso le tematiche che tratto sono surreali. Ad esempio lo sbarco sulla Luna non è una tematica solita per Sanremo. Musicalmente non ho
    niente di dritto, mi chiamano quello storto insomma. E anche il cinema fa parte delle mie grandi aspirazioni, a partire dal nome. Mi piace scrivere per immagini e pensare a un brano funzionale quando nello scrivere immagino qualcosa.”
    Davide Combusti, in arte The Niro, nasce a Roma nel 1978. Cantautore e polistrumentista, Davide sviluppa sin dall’inizio il proprio percorso musicale attraverso una grande attività live, che lo porta a dividere il palco con tanti nomi illustri del panorama musicale mondiale come Deep Purple, Lou Barlow, Badly Drawn Boy, Amy Winehouse, Carmen Consoli, Zephyrs, Okkerville River, Isobel Campbell, Sondre Lerche, Tom Hingley degli Inspiral Carpets, TKO.

    In poco tempo, complice un tour negli Stati Uniti, The Niro viene chiamato a partecipare al tributo mondiale in onore di Elliott Smith organizzato dalla Radio dell’Università di Boston, e viene poi scelto da Chris Hufford, manager dei Radiohead, per cantare nel progetto Anti Atlas, prodotto insieme a Ned Bigham.

    Nel 2007 viene notato dalla Universal, divisione internazionale, che gli propone un contratto in cast; a seguito di ciò, pubblica dapprima un EP, “An Ordinary Man”, seguito pochi mesi dopo dall’album di debutto omonimo, “The Niro”, il cui artwork porta la firma dall’artista newyorkese Mark Kostabi (già autore delle cover di “Use Your Illusion I” dei Guns ’n’ Roses e di “¡Adios Amigos!” dei Ramones). Tutti i brani sono in lingua inglese.

    Nel 2008 partecipa al Concerto del Primo Maggio a Roma, mentre un mese dopo si esibisce a Losanna in occasione della Festa Europea della Musica, e nello stesso anno viene premiato come Artista Rivelazione dell’Anno al Meeting delle Etichette Indipendenti. Nel 2009 si esibisce in tutta Europa e infine viene invitato a Los Angeles, Stati Uniti, per la prima edizione dell’H(It) Week Festival, insieme a Subsonica, Negrita e Franco Battiato tra gli altri.

    Nel 2010 esce il suo secondo album, “Best Wishes”, di nuovo cantato interamente in lingua inglese. L’album viene presentato nell’ambito del prestigioso South By Southwest Festival di Austin, Texas, e il lungo tour che ne segue vede The Niro esibirsi in Italia e all’estero, in un occasione dividendo il palco con Jønsi, voce dei Sigur Ros, e con i Kings Of Convenience. Parallelamente, The Niro muove i primi passi nell’ambito della cinematografia cominciando a scrivere colonne sonore. Nel 2011 firma le musiche di “Disoccupato in affitto” di Pietro Mereu e Luca Merloni, e poi di “Mr. America” di Leonardo Ferrari Carissimi, appena uscito nelle sale.

    Sempre nel 2011 la CNN lo invita a raccontare la città di Roma attraverso la sua musica per un documentario tutt’ora trasmesso dal canale statunitense.

    Nel 2012 esce “The Ship”, pubblicato da Viceversa Records, pubblicato in solo vinile e distribuito da EMI. The Niro nel frattempo fa il suo esordio come autore firmando “Medusa” per Malika Ayane e “Sogno d’estate” per Nathalie.

    Per tutto il 2013 lavora in studio al nuovo album, oramai quasi completato. E’ un grande passo nella carriera dell’artista romano perchè, a differenza delle precedenti opere, il disco è interamente scritto e cantato in italiano.

    Durante le registrazioni The Niro viene scelto dal regista statunitense James McTeigue (“V per vendetta”, “Ninja Assassin”, “The Raven”) per curare la colonna sonora del cortometraggio “Caserta Palace Dream”, con protagonista il premio Oscar Richard Dreyfuss, in uscita a Marzo 2014.

  • Sanremo 2014
    10 febbraio
    ore 18:11

    ROCCO HUNT

    ROCCO HUNT

    “Io avevo questo pezzo che parlava della mia terra, di tutti i problemi che l’affliggono. E così è nata questa cosa del Festival un po’ per gioco. Inizialmente non ci credevo tanto, perché il rap fino a poco tempo fa era estraneo a Sanremo. Solo quando è arrivata la notizia che ero entrato ho iniziato a crederci veramente. Davvero è bellissimo stare qua perché è un’esperienza che mi sta facendo crescere a livello umano. Conoscere altri ragazzi che condividono la mia stessa passione, fare tante interviste sono cose che ti segnano. È andata così velocemente la cosa che non so bene nemmeno come ho fatto ad arrivarci, però ho ben presente per quale motivo ci vado: è per rappresentare la mia terra, la Campania, la mia gente, tutti i problemi che ha, perché è giusto anche far passare le note, la musica, la melodia, la speranza che questa gente ha. Nel pezzo dico: “La mia gente non deve partire, la mia terra non deve morire, e il mio accento si deve sentire”. È un pezzo-manifesto. Un rapper nella categoria giovani è una novità assoluta. È un’occasione che sfrutterò al meglio e non mi sentirò solo su quel palco, perché rappresenterò tutti quelli che non potranno esserci.”

     

    Rocco Hunt, classe 1994, giovanissima e talentuosa voce del rap campano, con uno stile del tutto personale che affonda saldamente le radici nel tessuto sociale e urbano da cui proviene, le case popolari della Zona Orientale di Salerno. Fin da piccolissimo la musica è la sua più grande passione e ben presto diventerà il suo strumento più efficace per trasmettere e cercare di realizzare i sogni e le speranze di un bambino di periferia: “A’ music’ è speranz” (La musica è speranza) come celebra nella sua prima autoproduzione targata 2010.

    Un po’ scugnizzo e un po’ intellettuale, Rocco riesce a fondere, con una maestria non comune per un ragazzo della sua età, saggezza popolare e argomenti di attualità, cultura di strada e importanti riferimenti culturali di cui è orgogliosamente autodidatta, il tutto con una grandissima proprietà di linguaggio, sia che scriva rime in dialetto, che in italiano.

    Dopo la pubblicazione di un primo EP, nel novembre 2011 pubblica il suo primo street album interamente auto prodotto, “Spiraglio di Periferia”, che si rivelerà un successo per la scena Hip Hop italiana e che grazie ai singoli “Nun c’ sta paragon” e “O’mare ‘e o’ sole” insieme al rapper napoletano Clementino scala le classifiche di You Tube raggiungendo numeri da big del rap e consacrandolo come nuova voce del rap campano. Da li a poco a grande richiesta ristampa una versione deluxe dello street album arricchendola con alcuni brani inediti tra cui “Quante Cose” dove duetta con ‘Ntò dei Co’sang che sarà menzionato su Twitter e su Facebook dal giornalista e scrittore Roberto Saviano e “RH Positivo”, il suo primo brano interamente in italiano prodotto da Don Joe dei Club Dogo. Da qui comincia una lunga serie di date in giro per l’Italia che lo vedranno incendiare oltre 90 palchi, suonando dal vivo con artisti del calibro di Marracash, Co’Sang, Ensi, Salmo, Noyz Narcos, Clementino, Bassi Maestro, La Famiglia e molti altri e collabora musicalmente oltre che con alcuni dei sopra citati anche con DonJoe, Dj Shablo, Fritz The Cat e con una lunga serie di rappers e produttori più o meno underground della vecchia e della nuova scuola tra cui spicca Fabio Musta, beat maker Hip Hop di fama mondiale. Nel giugno 2013 esce “Poeta urbano”, il primo album di Rocco Hunt con Sony Music caratterizzato da testi maturi e al tempo stesso freschissimi che descrivono il quotidiano visto con gli occhi di un giovane del sud, fortemente legato alle proprie origini e con un enorme senso di responsabilità. “Poeta urbano”, anticipato in radio dal singolo “Fammi vivere”, vede la partecipazione di grandi nomi del genere come Clementino ed Ensi che duettano con Rocco Hunt – oltre ai giovani e promettenti Zoa e Nazo – ma anche Dj Shablo e Friz The Cat, entrambi veterani ad oggi presenti nelle più grosse e importanti produzione di genere, Reverendo, Fabio Musta, producer di fama internazionale che da sempre accompagna Rocco nelle sue produzioni, coadiuvati dai giovani Denny The Cool e Valerio Nazo.

  • Sanremo 2014
    10 febbraio
    ore 18:10

    FILIPPO GRAZIANI

    FILIPPO GRAZIANIPerché a Sanremo? Boh! Per quel che mi riguarda, è una partenza, una soddisfazione personale, perché al mio paese le persone che ti incontrano al bar, finché non fai Sanremo, ti ritengono sempre un disoccupato. Però è anche un grande punto di arrivo personale, intendo come soddisfazione,
    ma in realtà è il punto di partenza di tutto quello che poi vorrai andare a fare. È una grande vetrina e una grande possibilità per iniziare il mio percorso personale nella musica. Sono felicissimo di riuscire a esserci dentro quest’anno, dopo diversi tentativi. Vorrei che mi dicessero che sono in gamba. Spero di saper trasmettere quello che poi è il mio pezzo, il mio modo di intendere la musica. Spero che arrivi alle persone che guardano da casa. Io, musicalmente, sono un discreto frullato di musica degli ultimi quarant’anni. Sono un tipo di persona che si immerge quasi totalmente negli ascolti che fa. Quindi molte delle cose che ascolto mi rimangono dentro e poi cerco di tradurle nel mio sistema, a modo mio, nel disco. Spero di essere riuscito a trovare un amalgama piacevole. Voglio comunicare la mia voglia, la mia passione per questa vita, per questa arte. Sono nato dalla musica e voglio che questa cosa arrivi.”
    Filippo, nato a Rimini, è  figlio di Ivan Graziani e perciò nato e cresciuto in un ambiente pieno di musica , suoni , canzoni e di artisti. Verso i diciotto anni, a distanza di anni dalla morte del padre, inizia con impegno a mettere le mani sulla  chitarra e percepisce subito la sua grande affinità con questo strumento.

    Verso i 19 anni inizia con il fratello Tommy, già navigato batterista con alle spalle anche l’ultimo tour di papà Ivan, a fare serate dal vivo in club e locali di tutta Italia in una formazione a trio

    guadagnando  sempre più dimestichezza con i palchi e il pubblico, aprendo concerti e dividendo il palco con artisti come Renato Zero, Vibrazioni, Morgan, Negramaro, Nicolò Fabi, Max Gazze ecc..

    Nel 2008 forma il gruppo Stoner- rock Carnera con il quale ,grazie all’uscita del’ EP “FIRST ROUND” entra nei circuiti dei club nazionali e arriva ad aprire l’unica data italiana di Zakk Wilde, storico chitarrista di Ozzy dei Black Sabbath.

    Segue un periodo in cui si trasferisce a New York dove suona nei club del Lower east side , arrivando ad essere head liner nello storico Arlene’s grocery, club che ha visto gli albori di artisti del calibro di Jeff Buckley e Strokes.

    Contemporaneamente scrive canzoni in italiano contaminate dal sapore folk elettronico del nord degli Stati Uniti.

    Tornato in Italia e rinvigorito dall’esperienza oltre oceano Filippo decide di tornare alle radici e iniziare l’avventura di “VIAGGI E INTEMPERIE” omaggio alla produzione musicale del padre Ivan.

    Preso a battesimo dal compianto Pepi Morgia ,che ne cura la regia, nel Novembre 2009 inizia un tour che riscuote un grande successo di pubblico , seguito da un album live che nel 2011 lo porta fra i 5 finalisti per la targa Tenco come miglior interprete.

    Recentemente Filippo cura la direzione artistica e partecipa con la cover di “E sei così ‘ bella” al disco “Tributo a Ivan Graziani” edito dalla Sony, che racchiude 14 nomi del panorama musicale underground e non ( Marlene Kuntz, Roy Paci, Simone Cristicchi, Cristina Donà, Paolo Benvegnù, Marta sui tubi, Raiz, La Crus ed altri..) che si confrontano con il repertorio di Ivan in cover del tutto personali e rivisitate.

  • Sanremo 2014
    10 febbraio
    ore 18:06

    DIODATO

    DIODATO “Perché Sanremo è una grande opportunità, ma vedo il Festival anche come un piccolo premio per tutto il percorso che ho fatto insieme alla gente che ha creduto in me, con la mia famiglia musicale che è composta da una band di musicisti con cui suono già da qualche anno e con un produttore artistico che ha creduto nel progetto, ha prodotto il mio primo disco. Quando abbiamo capito che c’era la possibilità di presentare un brano al Festival ci siamo detti: “Perché no? E’ un modo per far ascoltare la tua musica a più gente possibile”. E oltretutto avevamo anche una canzone molto bella. Quindi abbiamo presentato il brano ed è andata bene. Si intitola “Babilonia” e parla di passioni umane che permettono di superare certi ostacoli e certe costruzioni sociali, ma anche molto personali e intime, che a volte creiamo da soli. È un brano che parla di una grande passione, poi però mi piace lasciare abbastanza libero il messaggio perché ognuno ci legga quello che crede.”

    Diodato, di origine tarantine, si avvicina alla musica sin da bambino con lo studio del violino che però abbandonerà dopo qualche anno. A tredici anni comincia a suonare nella sua prima band composta da due amici e vicini di casa. Provano in una cantina che si allaga spesso e si esibiscono in feste private. Nel 2001 vola a Stoccolma dove collabora alla realizzazione di un brano per Beirut Café 2, una compilation lounge che verrà distribuita in tutto il mondo. Alla realizzazione di “Libiri”, canzone cantata in italiano, partecipano anche Sebastian Ingrosso e Steve Angello, due DJ e produttori che qualche anno dopo fonderanno gli Swedish House Mafia, riscrivendo la storia della dance mondiale. Tornato in Italia si laurea in Cinema al DAMS di Roma ma comincia a dedicare sempre più tempo alla musica.

    Per anni si esibisce con diverse band in centinaia di live. Nel 2007 registra un EP autoprodotto che presenta al MEI di Faenza. Nel 2010 incide un singolo dal titolo “Ancora Un Brivido” che riscuote un discreto successo entrando nella programmazione di alcune piccole radio italiane ed emittenti televisive e che gli permette di conoscere colui che diverrà il produttore artistico del suo primo disco.

    Nel 2011 infatti, Daniele Tortora, produttore romano che aveva già collaborato con Afterhours, Roberto Angelini, Nidi d’Arac, Niccolò Fabi, Massimo Giangrande e molti altri artisti italiani, dopo averlo ascoltato dal vivo in un locale romano, gli propone di lavorare ad un disco.

    Il 26 aprile 2013, per Le Nacisse Records, distribuito da Goodfellas, esce “E forse sono pazzo” presentato nello stesso giorno all’Angelo Mai Altrove di Roma.

    Subito diverse interviste ed esibizioni live in programmi di qualità come: Radio 2 Twilight , Suoni d’Estate di Radio 1, Piazza Verdi su Radio 3, Isoradio, ma anche Music Corner di Repubblica.it con Ernesto Assante, dove viene fuori il suo talento in chiave acustica, voce e chitarra.

    “E forse sono Pazzo” viene anche recensito ottimamente su diverse testate speicalizzate come XL di Repubblica e Il Mucchio e  da molte testate nazionali come il Messaggero, La Gazzetta dello Sport e su decine di pubblicazioni on line.

    “Ubriaco”, il primo singolo video  che accompagna il disco, ottiene passaggi in molte testate radiofoniche su tutto il territorio nazionale.

    Seguono alcune esibizioni dal vivo come quella del Primo Maggio 2013 a Taranto, sua città di origine, dove Antonio si esibisce sullo stesso palco con Fiorella Mannoia, Luca Barbarossa, Elio Germano, Roy Paci, Pierpaolo Capovilla e davanti a migliaia di persone per la causa del risanamento dell’Ilva.

    Nell’estate 2013 Daniele Silvestri affida a Diodato l’apetura del suo concerto a Rock in Roma.

    In settembre la coraggiosa rivisitazione di “Amore che vieni, amore che vai” di Fabrizio De Andrè, viene scelta da Daniele Luchetti per la colonna sonora del suo nuovo film “Anni felici” con Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti e presentato in anteprima al Festival Internazionale del Film di Toronto

    Il brano, trasformato in un rock di grande personalità, mantiene intatta la poesia dell’originale e viene trasmesso da numerose radio e network nazionali tra cui Radio1, Radio Deejay, Radio 101, Rds e molte altre emittenti.

    Ne segue anche un videoclip per la regia di Gianni Costantino con la supervisione artistica dello stesso Luchetti che passa anche durante la rubrica del TG1 Rai Do Re Ciak Gulp a cura di Vincenzo Mollica.

    Sempre nell’autunno 2013 Diodato si esibisce dal vivo nel programma di Luca Barbarossa “Radio 2 Social Club” e nello storico programma di Radio 1 “Stereonotte”.

    In occasione dell’ultimo Medimex 2013 è stato premiato dalla piattaforma di ascolto on demand Deezer come artista dell’anno.

    Diodato parteciperà al 64esimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo, tra le nuove proposte con la canzone “Babilonia”.

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