• Sanremo 2015
    2 febbraio
    ore 16:58

    LA SCENOGRAFIA

    SANREMO15 scenografia 7686UNA CAMPANULA CHE PROFUMA DI TECNOLOGIA

    La scenografia,realizzata da  Riccardo Bocchini, è simbolicamente un immenso fiore, una grandissima “campanula” tecnologica. La scena è costruita con un grande palco, ai cui lati ci sono le due sezioni orchestrali: a sinistra quella sinfonica e a destra la ritmica. Al centro del palco un grande Ledwall curvilineo, montato su dieci archi (otto metri di altezza) di cerchio, concavi, che formano un sipario motorizzato che si muove sull’asse orizzontale. Questa enorme “Onda” potrà avere quindici diverse tipologie di conformazione, cambiando evidentemente l’impatto scenografico e permetterà alle immagini di avere continue trasformazioni. Dietro a questo Ledwall ci sarà un altro fondale tecnologico che permette di miscelare le immagini video valorizzandone i contenuti. A destra e sinistra del Ledwall sono disposte due strutture metalliche a maglie rettangolari, dove sono posizionati dei proiettori motorizzati. Tutti i perimetri della struttura saranno rivestiti da Dynamic led, che partiranno per i laterali delle pareti della scena fino al controcampo. Linee curvilinee che si fermeranno al centro del controcampo davanti ad una scritta volumetrica: SANREMO 2015 multicolore. Questa tecnologia led si chiama Flex proprio perché si possono avere superfici curve molto accentuate ed è stata utilizzata per rivestire le colonne laterali della scena per poi proseguire sotto la scala e terminare con una curva convessa. Un altro sipario si trova davanti a quello concavo del ledwall che scenderà all’occorrenza. Questa volta è una struttura convessa con fasce verticali in carpenteria metallica sul perimetro del quale verranno montati Dynamic led. Negli spazi vuoti tra una fascia e l’altra verrà inserita una pellicola Switch Glass, che è un sistema nella tecnologia delle pellicole elettro-pilotate  in grado di mutare il suo stato da barriera visiva di colore bianco opalino ad una condizione di trasparenza mediante l’impulso elettrico trasmesso alla pellicola.

    UNA SCALA A MOTORE

    Lascerà a bocca aperta anche la scala, che ha avuto sempre un ruolo importante nella scenografia sanremese. Quella di quest’anno sarà larga sei metri e, sofisticata nella sua motorizzazione, riuscirà a spostarsi su varie quote. Attraverso un particolare ed ingegnoso meccanismo, i gradini nella fase di salita si muoveranno fino a trasformare un piano in una scala. A muoverla, due pistoni laterali in acciaio a vista grazie alla costruzione trasparente.


  • Sanremo 2014
    15 febbraio
    ore 12:10

    LA SCENOGRAFIA

    DA UN PALAZZO ABBANDONATO RIEMERGE LA BELLEZZA

    _MAU5759La bellezza di un palazzo italiano del Settecento. Un luogo teatrale dell’anima, che riprende vita e tenta di risorgere, nonostante le incurie e l’incedere del tempo. È questo lo spirito della scenografia della 64esima edizione di Sanremo, firmata per la seconda volta nella storia del Festival, dopo l’anno scorso, ancora da una donna: Emanuela Trixie Zitkowsky.

    La scenografia interpreta con la sensibilità della scenografa il tema centrale di questa edizione: la bellezza. E la declina rappresentando un palazzo italiano del Settecento solo apparentemente abbandonato, dove ancora abitano armonia, eleganza e ricordi di fasti lontani.

    _MAU5737“La Bellezza – spiega la scenografa – è il risultato di un compendio di armonie. Per Platone il bello è ciò che offre all’occhio e alla mente proporzione e armonia, ordine e misura, in modo che la varietà degli elementi si disponga in gradi e si componga in un tutto plasmato e ordinato. Per Aristotele gli elementi del bello sono: l’ordine, la proporzione, il limite; la fonte del bello è nel senso innato del ritmo e dell’armonia e nell’istinto d’imitazione, raffinato da due facoltà: vedere le cose con chiarezza e rappresentarsele con perfetta obiettività. È pertanto impossibile averne la formula scientifica, solo l’Arte ci può aiutare con le armonie architettoniche, pittoriche e scultoree”.

    _MAU5744“Il tema scenografico – continua Emanuela Trixie Zitkowsky – interpreta la bellezza di un ipotetico palazzo settecentesco italiano, un salone che ha vissuto il suo splendore passato, ma il tempo e l’incuria sono stati i suoi peggiori nemici. Nonostante i fasti siano ormai lontani l’armonia rimane preponderante e non viene offuscata dalle ingiurie. Si avviano i restauri e nelle belle speranze, sopra un ponteggio, alloggia l’orchestra e la musica torna a riecheggiare nella sala. Lo scalone monumentale non riceve più importanti ospiti da tempo e, come per incanto, ad aiutarlo dal pavimento sorge una nuova scala tutta di luce, che accoglie i nuovi ospiti e li accompagna al centro della sala attraverso la guida di un tappeto luminoso”.

    “Il pavimento, o quel che ne resta del marmo bianco e nero a scacchi, a un certo punto si anima e s’illumina accogliendo luce e nuove geometrie. Il palco di proscenio, o per meglio dire il ‘belvedere’, si sviluppa lateralmente con due scaloni che si aprono al mondo esterno: noi spettatori. Sul proscenio una scala elicoidale ci ricorda la sapienza, attraverso la salita si giunge alla conoscenza. Antichi affreschi affiorano dai muri in attesa di rivivere il loro splendore. Sipari, cambi scena, cubi di luce, tiri teatrali, tulle e sipari di perle ci accompagnano nell’accogliere la musica e uno su tutti: il Sipario Storico, che ci ricorda com’era una volta lo splendore. Il tempo con i suoi danni, pur appannandola, non riesce a distruggere la bellezza, che attraversando il velo dell’incuria risplende nella sua armonia”.

     

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